Lauree umanistiche e cross marketing – matrimonio inatteso

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Lauree umanistiche e cross marketing – matrimonio inatteso

Il panorama universitario cerca di rispondere alle esigenze del mondo del lavoro, ma se questo orientamento è facile da identificare per corsi di laurea tecnici e scientifici, non lo è altrettanto per le lauree umanistiche, per le quali, in particolare in Italia, si ritiene genericamente che partoriscano masse di disoccupati con preparazione troppo generica e difficilmente monetizzabile.
Ma è veramente così? Forse nuovi sbocchi stanno per modificare la prospettiva.

Il cross Marketing – che cos’è

Dopo le crisi che hanno coinvolto le imprese piccole, medie e grandi negli ultimi decenni, le certezze strategiche delle aziende sono state messe in discussione e riviste attraverso nuove ottiche.
Lo sviluppo dei mezzi di comunicazione, l’ascesa dei social, l’incremento della presenza nel web di utenti di ogni età e fascia ha modificato drasticamente le strategie di marketing aziendale.
Si parla di cross Marketing quando per pubblicizzare un brand o un prodotto si ricorre a una campagna che coinvolge settori, mezzi e strumenti diversi. Il termine, mutuato dal calcio, indica come un marchio, per centrare l’obiettivo, debba far affidamento a un numero variabile di agenti che, come i giocatori, avvicinino il customer all’obiettivo di acquisto.

Il cross Marketing e le lauree Umanistiche.

Una volta si diceva “fai il liceo che ti apre la mente”: questo è lo stesso principio per cui, nel mondo del marketing, si guarda con crescente favore alle lauree umanistiche.
Il settore, in costante e rapido mutamento, richiede profili professionali flessibili, non tanto formati su competenze tecniche specifiche quanto capaci di allargare i propri orizzonti e di studiare soluzioni alternative e innovative.

L’esempio di XChannel

In Italia, questa realtà di Cross Marketing è rappresentata da XChannel, la prima società di consulenza in Italia specializzata in strategie di marketing e di comunicazione cross canale.
L’approccio di questa impresa è un’integrazione quali-quantitativo di big data, semiotica e antropologia.
Si tratta, dopo decenni di separazione fra cultura umanistica e scientifica, di un approccio inedito e dalle grandi potenzialità: algoritmi e umanesimo si mettono al servizio dell’economia.
Questo metodo d’analisi si presenta rivoluzionario su più fronti, per le imprese che si approcciano al marketing cross canale e per la potenziale clientela, che acquisisce una nuova centralità.

Le nuove figure professionali.

Un nuovo valore alle lauree umanistiche, un nuovo modo di creare professionalità. Quello che sembra il futuro del mercato lavorativo potrebbe richiedere una nuova prospettiva anche da parte di giovani che si accingono a scegliere il proprio percorso di studi.
Questo risulta molto chiaro anche dalle parole di Corradini, ceo di XChannel, che per primo presenta un curriculum di studi che potrebbe sembrare sorprendente, con una laurea in filosofia e un master in Marketing ottenuto presso la Bocconi: «Unire a una formazione umanistica la pragmaticità degli studi tecnici è secondo noi la chiave per rendere le passioni umanistiche “forti” nel proprio cv e fare la differenza nel mondo del marketing e della comunicazione. La raccomandazione per chi accede al mondo dell’Università oggi è di conseguenza quella di scegliere un percorso di studi multi-caratterizzato, che possa fare la differenza in un mondo del lavoro ipercopetitivo, unendo per esempio un triennio più tecnico e un biennio umanistico, o viceversa – oppure, scegliere una laurea e un master molto diversi tra loro».

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